Chi sono

Utente: colorisonori
Nome: Gino
Alla mia età si è sempre molte cose. Per mia moglie sono -da oltre vent'anni- il compagno di vita, a volte petulante ai limiti del sopportabile, ma in genere affettuoso, affidabile e sereno. Per i miei due figli, sono un papà un po’ svagato e pieno di difetti, ma abbastanza presente e attivo. Per i miei (pochi) amici sono, a seconda dei casi, un fan, un indomabile chiacchierone, un attento ascoltatore, un organizzatore di serate…o un rompiballe. Per i miei colleghi di lavoro, sono un tecnico degli impianti elettrici che da qualche anno ha accettato di cimentarsi in un nuovo settore, nel quale cerca di fare del suo meglio. Per quelli che suonano con me sono un ineguagliabile casinista, e non solo per il mio “drumming” da inguaribile rocchettaro, ma anche per le mie proposte strampalate. Seguo – a distanza – la politica. Non mi fa schifo; anzi ritengo che noi cittadini dovremmo essere più presenti e pressanti verso coloro che ci rappresentano nelle istituzioni. Cerco di basare le mie scelte su una corretta informazione e sulle mie opinioni, piuttosto che su sensazioni o preconcetti di parte. Sono un lettore onnivoro. Passo con disinvoltura dai classici a scrittori contemporanei e d’avanguardia, non disdegno qualche buon saggio e, quando ho voglia di rilassarmi, scelgo roba truculenta, tipo i noir di Carlotto o gialli di Camilleri. La musica è la mia seconda lingua. Ascolto tanto e suono tanto.I dischi di Miles Davis, dei Police, di Gegè Telesforo, degli Elio e le Storie Tese, sono stati letteralmente consumati nel mio lettore. Suono la batteria e le percussioni. La band di cui faccio parte suona blues elettrico e il repertorio contempla vari autori, noti e meno noti, tra i quali io prediligo John Mayall, Janis Joplin, Deanna Bogart e Scott Henderson. Utilizzo il PC sia per lavoro che per “diporto” e frequento la rete fin dal suo esordio. Mi piacciono i blog, Ne seguo assiduamente alcuni e li utilizzo per informarmi in modo più libero e meno strutturato. Adesso ho deciso di provarci anch’io.

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venerdì, 13 novembre 2009

Cave canem

foto x inter. 022Il libero mercato non rappresenta certo la soluzione per avere, in Italia, una informazione più libera  e completa, ma di certo farebbe piazza pulita di giornali che non sono in grado di reggersi offrendo un servizio ai loro lettori. Giornali che, per la loro sciatteria, o per la assoluta mancanza di indipendenza di giudizio, non venderebbero che poche copie e che, per questa ragione, non attrarrebbero investimenti pubblicitari. Invece la politica ogni anno finanzia questa stampa con contributi erogati a vario titolo e, in tal modo, consente a diverse testate la sopravvivenza, ottenendo in cambio l’addomesticamento di gran parte dell’informazione disponibile.

Negli ultimi tempi, alcune testate che appartengono a questa “categoria protetta”, abbandonando ogni dignità professionale sono passati dalla mancanza di indipendenza al totale asservimento del padrone. Invece di raccontarci il mondo si preoccupano di reagire in ogni modo (lecito, non lecito, fino al ridicolo), ad ogni gesto che possa, anche lontanamente, essere interpretato come una aggressione al padrone.
Questo fenomeno ha avuto inizio in modo eclatante con il “caso Boffo”, per poi proseguire con episodi minori e coinvolgendo perfino la televisione col celebre “caso del calzino stravagante del giudice Mesiano”, che ha fatto rimettere la faccia a Claudio Brachino.
Quando tutto ciò ha avuto inizio, non avrei mai immaginato che questi professionisti del servilismo si sarebbero spinti fino a cercare ovunque i loro “scoop”, perfino in ambiti che con l’informazione hanno poco da spartire. Invece pare non ci sia limite a questa barbarie, così si può leggere di una professoressa di un liceo della placida provincia italiana, rea – udite! udite! – di aver proposto ai suoi studenti una versione dal latino che non rientra tra quelle che si possono trovare facilmente in rete, ma che è un piccolo articolo (pubblicato sul notiziario internazionale on-line ephemeris) che racconta notizie di attualità.
Orbene, se l’attualità fosse stata l’ultimo film di Almodovar, o l’ultima retata dei carabinieri, o l’influenza A, sono convinto che nessuno di questi solerti cronisti se ne sarebbe occupato, ma il “pezzo”  riguardava il padrone, e allora... allora lo sbattiamo in prima pagina. E giù a filosofeggiare su cosa debba e non debba fare una professoressa di liceo, e sul latino, che ormai è lingua morta e tale deve restare, e sulla battaglia politica che si insinua subdolamente tra i banchi di scuola fino a definire ex sessantottina una professoressa che - anche solo per ragioni anagrafiche – non può appartenere a questa categoria.
Chissà che domani in prima pagina non possa finire chiunque si azzardi, in treno, al bar, o in strada a proferire un giudizio negativo sul padrone di questi servi. Io che frequento questi postacci so bene che in giro è pieno di pericolosi sovversivi.
Il "caso" avrà probabilmente uno strascico in parlamento, visto che l'onorevole Carlucci   ha annunciato una interrogazione al ministro Gelmini.
Io manifesto la mia solidarietà alla professoressa coinvolta, suo malgrado, in questa vicenda, auspicando che si smetta di erogare finanziamenti pubblici ai giornali e che questi fondi vengano dirottati alla scuola pubblica, che ne ha certamente più bisogno. Se poi certi giornalisti dovranno cambiare mestiere: ce ne faremo una ragione.


postato da: colorisonori alle ore 15:40 | link | commenti (1)
categorie: opinioni, media, idee, societĂ 
domenica, 08 novembre 2009

Un anno alla Casa Bianca

Non è che mi aspetti cose strabilianti dalla presidenza di Barack Obama. Fare peggio di quanto avesse combinato Bush Jr. è praticamente impossibile, ma di qui ad una svolta radicale nella politica interna ed estera degli Stati Uniti d’America ce ne corre. Per questa ragione, pur avendo apprezzato i primi passi compiuti dal presidente in campo internazionale, ho accolto con stupore (anche lui – del resto - ha avuto la stessa reazione) il premio Nobel per la pace recentemente conferitogli. E’ trascorso un anno dalla sua elezione, un anno in cui la sua popolarità ha subito forti oscillazioni; un anno in cui si sono alternati successi e sconfitte. Proprio in questi giorni è stata diffusa la notizia del picco massimo raggiunto dall’indice di disoccupazione mentre è di stamattina quella dell’approvazione, da parte della camera, del suo progetto di riforma sanitaria.
Mi ha però colpito il suo modo di comunicare. Trovo il suo linguaggio sincero, schietto, diretto, assai diverso dal “politichese” cui i nostri rappresentanti ci hanno abituato.
All’indomani della sua elezione, dovendo nominare circa ottomila nuovi dirigenti, ha obbligato i candidati  a rispondere a 63 domande che riguardavano la loro vita pubblica e privata, i loro interessi, la loro carriera professionale, la situazione economica e patrimoniale… Insomma, una indagine a tutto campo per accertare che gli aspiranti ai posti chiave dell’amministrazione americana fossero in possesso dei requisiti professionali, culturali e morali ritenuti indispensabili a ricoprire incarichi pubblici di rilievo.
Credo che da noi una iniziativa del genere non sarebbe stata possibile. A partire dal nostro premier, e scendendo via  via fino agli incarichi minori, credo che in molti sarebbero stati in grave imbarazzo nel fornire le risposte al questionario.

san gregorio armeno_5
A titolo di esempio, riporto di seguito alcune domande (il questionario completo lo trovate qui):
  •  (5) Lei o il suo coniuge è stato mai iscritto come lobbista o come altro rappresentante legislativo allo scopo di influenzare gli atti legislativi o amministrativi del governo federale o statale? Lei o il suo coniuge avete mai ricevuto una remunerazione per aver agito in qualità di lobbista o di rappresentante legislativo? Se sì, fornisca i dettagli.
  • (13) Comunicazioni elettroniche: se lei ha mai inviato delle comunicazioni attraverso sistemi elettronici, inclusi ma non soltanto la posta elettronica, i messaggi di testo o i messaggi istantanei, descriva le comunicazioni che, se rese di pubblico dominio, potrebbero suggerire l’esistenza di un conflitto di interessi o rappresentare una possibile fonte di imbarazzo per lei, per la sua famiglia o per il Presidente eletto.
  • (20) Oltre agli organismi di cui alle precedenti domande 15-19, fornisca i nomi e gli estremi di qualunque persona o organizzazione con la quale lei o il suo coniuge siete associati e che potrebbe configurare un conflitto di interessi nei confronti della sua candidatura a un impiego lavorativo federale o che potrebbe costituire una fonte di imbarazzo.
  • (34) Lei e il suo coniuge avete pagato tutte le tasse sui redditi dovute a titolo federale o locale e quelle dovute in base a giurisdizioni straniere?
  • (42) Elenchi tutte le cause legali che lei o il suo coniuge avete avuto in qualità di querelanti e quelle nelle quali lei o il suo coniuge siete avete avuto come imputati o in qualità di terze parti, e quelle nelle quali lei o il suo coniuge avete deposto o testimoniato in un processo. Fate riferimento anche ad ogni arbitrato, mediazione o ricorsi nei procedimenti di divorzio e per altre relazioni familiari.
  • (46) E’ mai accaduto che qualunque membro della sua famiglia o che un suo stretto conoscente o associato in affari sia stato imputato e/o riconosciuto colpevole per un crimine diverso da una violazione secondaria del codice stradale? Se sì, identifichi e descriva tale arresto, imputazione o condanna.
    Fornisca le stesse informazioni con riferimento a qualunque persona che si trovi sotto il suo comando professionale e a qualunque vostro superiore.
  • (61) Ha mai avuto rapporti con qualunque persona, gruppo o impresa d’affari che potrebbero essere usati - anche in modo disonesto - per controllare o attaccare la sua persona e le qualifiche riferite ad un lavoro per il governo?
  • (62) Conosce qualcuno o qualche organizzazione, sia privata che pubblica, compresa qualunque organizzazione del mondo dell’informazione, che potrebbe apertamente o di nascosto, in modo onesto o disonesto, fare qualcosa per criticare la sua nomina? Se sì, definisca e spieghi gli elementi alla base di una possibile critica.
  • (63) Fornisca ogni altra informazione, anche riferita ad altri componenti della sua famiglia, che potrebbe suggerire un conflitto di interessi o rappresentare una possibile fonte di imbarazzo per lei, per la sua famiglia o per il Presidente eletto.

postato da: colorisonori alle ore 13:01 | link | commenti
categorie: opinioni, idee, societĂ 
domenica, 25 ottobre 2009

Abbi Cura

Dalla finestra la vedo chinarsi sulle rose
reggendole vicino al fiore per non
pungersi le dita. Con l'altra mano taglia, si ferma e
poi taglia ancora, più sola al mondo
di quanto mi sia mai reso conto. Non alzerà
lo sguardo, non subito. È sola
con le rose e con qualcosa che riesco solo a pensare, ma non
a dire. So bene come si chiamano quei cespugli
regalatici per le nostre recenti nozze: Ama, Onora e Abbi Cura...
è quest'ultima rosa che lei all'improvviso mi porge, dopo
essere entrata in casa tra uno sguardo e l'altro. Affondo
il naso in essa, ne aspiro la dolcezza, la lascio indugiare-profumo
di promessa, di tesoro. Le reggo il polso per avvicinarla ancora,
i suoi occhi verdi come muschio di fiume. E poi la chiamo, contro
quel che avverrà: moglie, finché posso, finché il mio fiato, un petalo
affannato dietro l'altro, riesce ancora a raggiungerla.

(di Raymond Carver)

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postato da: colorisonori alle ore 10:08 | link | commenti (1)
categorie: poeti
domenica, 04 ottobre 2009

Spingendo la notte piĂą in lĂ 

Da tempo pensavo che avrei dovuto leggere questo libro. Alcuni amici me ne avevano parlato, avevo capito di cosa si trattasse, ma continuavo a rinviare…
La stagione dei cosiddetti “anni di piombo” credo abbia avuto diversi “livelli” di conseguenze. Il primo, quello più drammatico e feroce, è il livello del sangue, della morte e della distruzione. Poi c’è il livello “politico”, quello del faticoso percorso che ha portato l’Italia ad emergere dall’abisso in cui degli esaltati assassini l’avevano sprofondata. Infine c’è il livello “pubblico”, e cioè il risvolto che questa delicata fase della nostra repubblica ha avuto su ciascuno di noi.
Ho già accennato in un altro post al modo in cui io ho vissuto quegli anni, all’angoscia e allo smarrimento che hanno accompagnato gli anni della mia adolescenza.
Temevo inconsciamente che il libro di Mario Calabresi riaprisse quelle ferite, che mi riportasse a quell’atmosfera opprimente; d’altra parte sentivo che si trattava di una lettura necessaria: quel libro avrei dovuto, prima o poi, incontrarlo, perché mi avrebbe permesso di capire qualcosa del primo livello, il livello che riguarda le famiglie che hanno pagato il tributo più alto a quella guerra scellerata.
Il libro è bellissimo, intenso, lucido, diretto; il percorso di elaborazione del lutto compiuto da Calabresi gli permette di parlare “da dentro” ai fatti offrendone una lettura inedita e, al tempo stesso, oggettiva.
Tanto è stato scritto su quegli anni, ma per la prima volta ho avuto la sensazione di leggere delle verità. In questo libro le vittime sono vere vittime e gli assassini veri assassini. E questo è già tanto per chi assiste a tutte le manfrine che puntualmente si scatenano quando si chiede l’estradizione di questi assassini per consegnarli alla giustizia.
Il giornalista ci racconta le famiglie, il loro dolore, la voglia di riscatto e di giustizia. Argomenti che non compaiono mai nel dibattito pubblico.
Credo che questo libro rappresenti il modo più bello che un figlio potesse scegliere per onorare la memoria di suo padre.
La lettura regala tanti momenti di profonda commozione. Ne cito solo uno: una piccola poesia scritta da Tonino, il marito della vedova Calabresi.bologna_piazzetta marco biagi

Padre
un giorno
dopo l’altro,
per l’amore
eletto,
non per il pane.

Amati
da subito
misteriosamente
miei.



postato da: colorisonori alle ore 10:15 | link | commenti (4)
categorie: libri, opinioni, societĂ , blue mood
sabato, 19 settembre 2009

Libreria

A partire da questa mattina colorisonori è anche una libreria su anobii. Avrò  bisogno di un po' di tempo per aggiornarla...


Biblioteca Borgomanero_8

postato da: colorisonori alle ore 12:03 | link | commenti (5)
categorie: libri, luoghi, media
mercoledì, 26 agosto 2009

Musiciens de rue

Le mie recenti vacanze trascorse a Parigi hanno costituito una ottima occasione per deliziarmi delle performances degli artisti di strada. Ne ho incrociati di tutti i generi e di ogni parte del mondo. Erano tutti molto bravi e simpatici. Tra tutti ho scelto di mostrarvene un paio che, secondo me, sono davvero singolari.

Nel primo caso ho scelto un duo di Jazzisti che si esibiva nel piazzale antistante il Centre Pompidou.
Credo che mi abbiano colpito perché corrispondono esattamente all’idea che io ho del Jazz. Qui da noi questo genere è diventato un po’ troppo elitario, e troppo spesso accade di ascoltarlo nei locali o nelle occasioni da “puzzetta-sotto-al-naso”. Io sostengo che in questo modo si tradisca un po’ l’origine del Jazz, che invece è nato alle feste dei neri americani (che non dovevano essere certo una roba da fighetti). Per questa ragione, questi due ragazzi (bianchi ed europei), seduti in strada a godere e far godere la loro musica, rappresentano, ai miei occhi, l’incarnazione della più autentica tradizione jazzistica.


Nel secondo caso si tratta di una performance esaltante.
Alle fermate della Metropolitana, ti aspetti di trovare un fisarmonicista, un chitarrista, o magari i due insieme, o poco più. Ma l’onda sonora che ci ha sorpreso qualche giorno fa, in un corridoio di una delle tante fermate della rete metropolitana parigina credo costituisca una vera rarità. Penso fossero russi, cantavano in coro e suonavano: due contrabbassisti, due fisarmonicisti, due clarinettisti, un trombonista e un violinista. Solitamente mi diverto con la musica…ma –credetemi- non mi ero mai divertito così tanto.


postato da: colorisonori alle ore 21:03 | link | commenti (7)
categorie: viaggi, musica, strade, street performer
venerdì, 14 agosto 2009

Colori (sonori) di Puglia

Mi aiutate a scegliere le foto migliori?
(Attivare l'audio)

 

Buon ferragosto a tutti!

postato da: colorisonori alle ore 08:29 | link | commenti (8)
categorie: viaggi, luoghi, auguri
domenica, 02 agosto 2009

Ciak, si gira!

Questo blog ha iniziato il suo cammino il 27 luglio 2006, poco più di tre anni fa. Il primo post, una poesia del brasiliano  Carlos Drummond De Andrade, era privo di foto. Ma le foto sono arrivate presto, già con il  post seguente.

Per i video è stato diverso. E' trascorso un po' di tempo perchè mi rendessi conto che coi filmati avrei potuto dare maggiore dinamismo a questo spazio, e solo ad aprile dell'anno seguente è arrivato il primo "videopost". Da allora ho ampiamente utilizzato anche questa forma di comunicazione attingendo a piene mani da quella sconfinata miniera che è oggi "youtube".

Oggi, in questo blog, arriva un altro cambiamento significativo: da qualche giorno infatti mi sono regalato una videocamera che è subito diventata fedele compagna delle mie scorribande estive. Così, dopo aver fatto un po' di pratica con il nuovo aggeggio, ho iniziato a caricare i primi video "guardabili" suo mio account "youtube", e adesso sono in grado di postare dei filmati interamente realizzati da me.

Non ho ancora un'idea di come utilizzerò in futuro questo strumento, certamente avrò la possibilità di raccontare per immagini, oltre che con le parole, gli argomenti di cui mi occupo in questo blog.

Il primo post corredato da foto era la cronaca dell'ultimo concerto del tour europeo 2006 di BB King e il primo videopost era uno storico duetto fra Ella Fitzgerald e Count Basie.

Per questa ragione ho pensato di tener fede alla tradizione e inaugurare anche questa nuova stagione con la musica.

Si tratta di un'altro "mostro sacro" del blues: vi propongo infatti "lateral climb", il brano con cui il chitarrista californiano Robben Ford ha aperto il suo concerto al Teatro Mediterraneo di Foggia. Il concerto faceva parte dei festeggiamenti per il decennale dell'Università.

Buona visione!

postato da: colorisonori alle ore 07:25 | link | commenti (2)
categorie: musica, eventi, media, feste, video, blues
domenica, 19 luglio 2009

Stand by me

Mi piacciono i musicisti di strada, mi diverto a rintracciarne le performances disponibili nella rete e, di tanto in tanto, vi propongo quelle che, a mio giudizio, sono le più intense.

Non avrei mai immaginato che la mia ricerca mi portasse ad imbattermi in un tale, che si chiama Mark Johnson, anche lui con la passione per i musicisti di strada. Lui ha messo su un progetto che non saprei se definire ambizioso o semplicemente folle: quello di riunire, in qualche maniera, il patrimonio musicale degli "street musicians" di ogni parte del globo.

Ha incominciato con una strabiliante versione della celeberrima “Stand by me” realizzata assemblando pazientemente i frammenti raccolti un po’ ovunque. Così in questo brano si possono ascoltare insieme musicisti di Santa Mónica (California), New Orleáns (Louisiana), Amsterdam, un gruppo di percussionisti indios americani del Nuovo Messico; un violoncellista russo, un saxofonista italiano, un coro de donne sudafricane ed altra gente di Barcelona, Caracas, Congo e Río de Janeiro.

A questo esperimento ne sono seguiti altri, realizzati sia con musicisti di strada che con professionisti, e talvolta con vere star: li trovate nel suo suo website, uno spazio attraverso il quale Marc Johnson sta cercando di coinvolgere altre persone intorno a questa idea.



Aggiungo il testo di Stand by me, così chi vorrà potrà far parte del coro.

When the night has come
And the land is dark
And the moon is the only light we'll see
No I won't be afraid, no I won't be afraid
Just as long as you stand, stand by me

And darlin', darlin', stand by me, oh now now stand by me
Stand by me, stand by me

If the sky that we look upon
Should tumble and fall
And the mountains should crumble to the sea
I won't cry, I won't cry, no I won't shed a tear
Just as long as you stand, stand by me

And darlin', darlin', stand by me, oh stand by me
Stand by me, stand by me, stand by me-e, yeah

Whenever you're in trouble won't you stand by me, oh now now stand by me
Oh stand by me, stand by me, stand by me

Darlin', darlin', stand by me-e, stand by me
Oh stand by me, stand by me, stand by me

Stai con me
Quando cadrà la notte
e la terra sarà buia
e l'unica luce che vedremo sarà la luna
no, non avrò paura, non avrò paura
finché tu sarai con me, sarai con me

e cara, cara sta' con me, adesso adesso sta' con me
stai con me, stai con me

Se il cielo che noi guardiamo
dovesse crollare e cadere
e le montagne dovessero sbriciolarsi nel mare
non piangerò, non piangerò, non verserò una lacrima
finché tu sarai con me

e cara, cara stai con me, stai con me
stai con me, stai con me, stai con me

Ogniqualvolta sarai in difficoltà, starai con me?
oh adesso, adesso stai con me

o stai con me, stai con me, stai con me
cara, cara, stai con me, stai con me
oh stai con me, stai con me


postato da: colorisonori alle ore 11:00 | link | commenti (5)
categorie: musica, voci, video, street performer
domenica, 05 luglio 2009

Leggi di razza

Macchie Laudati 2009 109_1A chi oggi si straccia le vesti per quelle che, da più parti, vengono definite “leggi razziali”, voglio ricordare che se, nel passato governo Prodi, le varie forze componenti la coalizione non avessero badato troppo al loro trogolo di consensi, oggi saremmo stati nella fase in cui si sarebbero raccolti i frutti di alcune iniziative importanti (liberalizzazioni, lotta all’evasione, ecc.) che avrebbero permesso di affrontare il momento di crisi globale con maggiore serenità, e Berlusconi sarebbe stato un “utilizzatore finale” tra i tanti che circolano nel nostro paese. E’ probabile che anche un governo di sinistra avrebbe dovuto affrontare il problema dell’immigrazione clandestina, ma lo avrebbe fatto certamente con uno spirito assai meno razzista e xenofobo della Lega e della allegra combriccola dei suoi alleati.

A chi invece si gloria di avere finalmente una legge che risolve il problema, voglio solo ricordare che siamo stati, e siamo tutt’ora, un paese di emigranti. L’emigrazione è un fenomeno talmente diffuso che penso non ci sia neppure una famiglia, in Italia, che nel passato o nel presente non abbia fatto esperienza diretta di  questo problema. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se tutte le nazioni in cui i nostri connazionali hanno dovuto trasferirsi in cerca di miglior fortuna avessero assunto un atteggiamento simile a quello di questo governo.

Ma questo non è che l’inizio: fra un po’ saremo fermati per strada da nostri concittadini che controlleranno i nostri movimenti (un po’ come le milizie fasciste del ventennio). Io non credo che questo aumenti la nostra sicurezza, cosi come non è servita, da questo punto di vista, la nuova giunta di Roma, nonostante la campagna elettorale di Alemanno fosse stata incentrata proprio su questo tema. E poi, non venite a raccontarmi che chi sceglie una tale forma di volontariato ha tutti i venerdì al loro posto!

Qualche settimana fa abbiamo perso una buona opportunità per ridimensionare la Lega e per mettere al riparo i futuri governi dalla malattia che ha fatto finire prematuramente tutti i governi di sinistra.

postato da: colorisonori alle ore 17:09 | link | commenti (3)
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